ESSAI


QUELLO CHE SO DI LEI

 
Regia: Martin Provost
Interpreti: Catherine Deneuve, Catherine Frot, Olivier Gourmet, Quentin Dolmaire, Mylène Demongeot, Pauline Etienne, Marie Gili-Pierre, Anthony Dechaux
Sceneggiatura: Martin Provost
Fotografia: Yves Cape
Musiche: Grégoire Hetzel
Montaggio: Albertine Lastera
Scenografia: Thierry François
Produzione: Curiosa Films, France 3 Cinéma, Versus Production
Distribuzione: BIM
Origine: Francia - 2017
Genere: Drammatico
Durata: 117 min
 
 

In Concorso al 67° Festival di Berlino.

 
Prezzo: Intero e Ridotto €5,50 - CinePass €5,00
 

Mercoledì 26 Luglio - ore 21.15

Occhiello

Provost omaggia la sua levatrice con una storia di invenzione che conserva una base di osservazione acuta sul piano sociale.

 

La trama

Claire è un'ostetrica eccellente e talentuosa, con un'abilità naturale e il tocco più delicato per far nascere i bambini. Con il passare del tempo, però, i suoi modi delicati, il suo senso di orgoglio e di responsabilità iniziano a scontrarsi con i metodi più efficienti dei moderni ospedali. Così, giunta ormai alla fine della sua carriera, Claire comincia a mettere in discussione il proprio ruolo e le sue abilità. Poi, un giorno, la donna riceve una strana telefonata, una voce dal passato. Si tratta di Béatrice, la stravagante e frivola amante del suo defunto padre, sparita senza lasciare traccia trent'anni prima. Quest'ultima ha importanti e urgenti notizie per lei e vuole rivederla. E' così che la iper coscienziosa Claire e lo spirito libero, amante della vita Béatrice impareranno ad accettarsi l'un l'altra e, rivelandosi vecchi segreti, recupereranno gli anni perduti.

 

La critica

"(...) seconda bella sorpresa della giornata berlinese, Sage femme, cioè ostetrica, scritto e diretto da Martin Provost addosso alle misure mattatoriali di Catherine Deneuve. Un pezzo di storia del cinema che gioca di continuo con la memoria dei suoi ruoli duettando con la non meno straordinaria Catherine Frot nel ruolo di due donne opposte ma in certo modo complementari. (...) Provost, grande scultore di personaggi femminili, dosa con maestria rivelazioni, colpi di scena, affondi sentimentali. Grazie a una sceneggiatura così perfetta da concedersi anche deviazioni improvvise e feconde (quel ragazzo che nuota come un campione nella Senna, scena bella visivamente quanto imprevista), che danno a questo film ipertradizionale un vigore e un'emozione inaspettati. Puro 'cinéma de papa', come si diceva una volta, anzi 'de maman', ma che attori (da premio Olivier Gourmet, camionista e poeta inconsapevole) e che divertimento. Uno di quei film generosi e per tutti che oggi non sa fare quasi più nessuno. E proprio per questo, triste paradosso, rischia di essere sottovalutato."

Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero'


UN TIRCHIO QUASI PERFETTO

 
Regia: Fred Cavayé
Interpreti: Dany Boon, Laurence Arné, Noémie Schmidt, Patrick Ridremont, Christophe Canard, Christophe Favre, Karina Marimon
Sceneggiatura: Laurent Turner, Nicolas Cuche, Fred Cavayé
Fotografia: Laurent Dailland
Musiche: Klaus Badelt
Montaggio: Yann Malcor
Scenografia: Laurence Brenguier
Produzione: Jerico, TF1 Films Production, Mars Films
Distribuzione: BIM
Origine: Francia - 2015
Genere: Commedia
Durata: 89 min
 
 
 
 
Prezzo: Intero e Ridotto €5,50 - CinePass €5,00
 

Mercoledì 2 Agosto - ore 21.15

Occhiello

Costruito sulla pura logica del divertissement, il film conferma Dany Boon patron della commedia made in Francia.

 

La trama

François Gautier è un incorreggibile avaro. Violinista di talento, regola la sua vita al minimo perché la sola idea di mettere mano al portafoglio lo angoscia. Biasimato dai vicini e dai colleghi, François ha una relazione esclusiva col denaro, a cui ha sacrificato tutto. Ma il sentimento improvviso per una violoncellista e la scoperta altrettanto sorprendente di aver una figlia di cui ignorava l'esistenza lo costringono a confrontarsi con la sua esagerata parsimonia e a 'spendersi' finalmente per chi ama.

 

La critica

“ Il volto comico di Dany Boon ritorna a trasmettere fobie paralizzanti, ossessioni che raggiungono livelli talmente estremi da impedire alla vita di scorrere normalmente. La forza della commedia di Fred Cavajé risiede proprio in questo fondo sostanzialmente drammatico che dona spessore ad ogni commedia che si rispetti: l’essere tirchio del signor Gautier non è descritto in modo accessorio o superficiale, il signor Gautier è tirchio sul serio, la sua è una vera e propria malattia e questo gli  rende la vita davvero impossibile. Gautier è vittima dell’assurdo minuto dopo minuto. (…) Dopo Supercondriaco Dany Boon presta nuovamente il suo volto e il suo corpo al servizio della fobia incondizionata, e qui non si scherza davvero. Francois suda freddo e scappa quando lo spesa di denaro lo minaccia, e lo sappiamo bene, la minaccia si annida ovunque. Non solo nella bolletta della luce ma in tutto ciò che riguarda la casa, nel supermercato, nel muoversi in giro per la città. D’altronde si sa, una fobia non è tale se non coinvolge a tutto tondo la quotidianità; proprio nella quotidianità rientrano anche gli affetti, le relazioni con gli altri, le cene, le uscite serali, lo svago. Con la bella Valérie ad esempio, interpretata da Laurence Arné, altro grande punto di forza di questa commedia. Valérie è anch’essa attorcigliata, anche se meno visibilmente, nelle sue timidezze e nei suoi borbottii. Per tutto l’andamento del film, François Gautier non riesce a superare se stesso, è vittima indiscussa e continua della sua ossessione e quando la vita lo mette di fronte ad una svolta inevitabile dovrà davvero lavorarci su.

 

(…) Questo film è il classico esempio di come il cinema d’oltralpe sia in grado, ancora, di  saper divertire, sfruttando anche a dovere i suoi attori in momenti esilaranti che non temono mai di raggiungere l’assurdo. La forza di questo film risiede però anche nel sua drammaticità, in quanto dietro alle risate di gioia si nascondo comunque delle risate amare, legate soprattutto agli stereotipi, ma anche alla malattia (l’essere così tirchio lo è). La parte drammatica del film la si nota più alla fine, quando Gautier ha un vero e proprio risveglio e scopre che alla fine il denaro non è tutto, non è la vita… la vita è ben altro.”


MAL DI PIETRE

 
Regia: Nicole Garcia
Interpreti: Marion Cotillard, Louis Garrel, Alex Brendemühl, Brigitte Roüan, Victoire Du Bois, Aloïse Sauvage, Daniel Param, Victor Quilichini
Soggetto: Milena Agus - (romanzo)
Sceneggiatura: Nicole Garcia, Jacques Fieschi
Fotografia: Christophe Beaucarne
Musiche: Daniel Pemberton
Montaggio: Simon Jacquet
Scenografia: Arnaud de Moléron
Produzione: C-Films AG, Les Productions du Trésor
Distribuzione: Good Films
Origine: Francia - 2015
Genere: Drammatico
Durata: 120 min
 

In Concorso al 69° Festival di Cannes.

 
Prezzo: Intero e Ridotto €5,50 - CinePass €5,00
 

Mercoledì 9 Agosto - ore 21.15

Occhiello

La rivincita delle donne, ma soprattutto la rivincita dell’amore, quello puro e vero.

 

La trama

Anni Cinquanta. Gabrielle vive in un piccolo paese nel sud della Francia. Vedendola presa da passioni che ritengono sconvenienti i genitori la fanno sposare con José, un gentile e onesto contadino spagnolo, sperando che questo la induca a comportarsi come si vorrebbe. Quando però si ritrova affetta da calcoli renali e viene inviata in una casa di cura sulle Alpi incontra un ufficiale che ha combattuto in Indocina e se ne innamora. Da quel momento il suo pensiero e i suoi sentimenti sono rivolti solo a lui. Saranno le situazioni della vita a decidere cosa ne sarà del suo desiderio.

 

La critica

“ Prendendo spunto dal libro omonimo dell’italiana Milena Agus e trasferendo il racconto dalla Sardegna al sud contadino della Francia, Nicole Garcia, dopo la presentazione in concorso allo scorso Festival del cinema di Cannes, porta in sala Mal di pietre e racconta l’ardore, il desiderio sessuale e di libertà delle donne di fine anni Cinquanta.

A incarnarlo Marion Cotillard alla sua ennesima prova di grande attrice, e capace di trovare un equilibrio anche oltre la misura e di rendere la sua folle Gabrielle portatrice di un certo tipo di dolore e desiderio che sono quint’essenza dell’emancipazione femminile.

(…) Mal di pietre è un film coraggioso che corre sul sottile confine  – tracciato dalle norme e convenzioni sociali – tra l’affermazione della propria identità e la follia. La regista Nicole Garcia trasmette il senso d’insoddisfazione e rabbia della protagonista lavorando per accumulo nei primi due atti del film, ma decide poi, volutamente, di chiudere la narrazione con un risveglio silenzioso e non con la deflagrazione annunciata, in modo da non rendere il film scontato e ovvio (come la vita di ognuno di noi). E proprio questa decisione, assieme alla capacità della Cotillard d’essere instabile senza mai davvero perdere il controllo, fanno del film un racconto del contemporaneo, dove l’affermazione di sé è imprescindibile dal riconoscimento dell’altro, ma soprattutto dove si nota sempre di più la forza e la purezza dell’amore, quello vero che porta spesso a dover prendere delle decisioni che non ci si aspetterebbe, ma dinanzi all’amore tutto è concesso.”


LE DONNE E IL DESIDERIO

 
Regia: Tomasz Wasilewski
Interpreti: Julia Kijowska, Magdalena Cielecka, Dorota Kolak, Marta Nieradkiewicz, Andrzej Chyra, Lukasz Simlat, Tomek Tyndyk
Sceneggiatura: Tomasz Wasilewski
Fotografia: Oleg Mutu
Montaggio: Beata Walentowska
Scenografia: Katarzyna Sobanska, Marcel Slawinski
Costumi: Monika Kaleta
Produzione: Common Ground Pictures, Film i Väst, Manana
Distribuzione: Cinema
Origine: Polobia, Svezia - 2016
Genere: Drammatico
Durata: 104 min.
 

 

 

Orso d'Argento per la Miglior Sceneggiatura al 66° Festival di Berlino.

 
Prezzo: Intero e Ridotto €5,50 - CinePass €5,00
 

Mercoledì 16 Agosto - ore 21.15

Occhiello

Wasilewski firma una ricostruzione storica della Polonia attraverso il ritratto di quattro donne-simbolo della propria infanzia.

 

La trama

Polonia, 1990. L'aria del cambiamento è sempre più presente nel Paese, il popolo polacco ha appena vissuto il primo, euforico anno di libertà, ma sono ancora molte, però, le incertezza per il futuro. Su questo sfondo si svolgono le vicende di quattro donne di età diverse, apparentemente felici ma desiderose di cambiare finalmente la loro vita, lottare per raggiungere la felicità e soddisfare i propri desideri. Agata è una giovane madre intrappolata in un matrimonio infelice, che cerca rifugio in una relazione impossibile; Renata è un'insegnante affascinata dalla vicina di casa Marzena, una solitaria ex reginetta di bellezza il cui marito lavora in Germania; Iza, la sorella Marzena, è invece una preside innamorata del padre di un'alunna della sua scuola.

 

La critica

“ Un film incredibile e volutamente realizzato su una vasta scala di grigi, di grandi piani sequenza grigi. (…) Un film poetico. Se, appena oltre il fiume Oder, in Germania e in Europa occidentale in quello stesso anno si respirava la rottura e il futuro e un mondo nuovo, in Polonia, così come c’è da immaginare anche nel resto del blocco ex socialista, il tempo si è semplicemente fermato. (…) La fotografia è il punto di forza di questa pellicola, anche grazie alla maestria del cameraman rumeno Oleg Mutu, creatore delle luci affascinanti dei film di Cristian Mungiu e Sergej Loznitsa. Con lui i grigi diventano marroni, o beige. A dare forma al film sono proprio i palazzi popolari sono la metafora plastica della rassegnazione. Sembrano grandi gabbie per uccelli. Mancano solo le reti. Una nuova era è ufficialmente iniziata in Europa. Un’Europa che qui sembra un altro continente. Quando le storie delle quattro donne prendono il loro avvio, il mondo in cui sono immerse appare via via sempre più astratto, lontano, inspiegabile. (…) Critica del capitalismo? Nostalgia retro? Per il regista non si tratta di nulla di tutto ciò. Quello che gli interessava era analizzare, e raccontare con il massimo del distacco possibile, il blocco emozionale delle protagoniste che trova sfogo in una sessualità egoista e straniante, in un desiderio senza vita di storie intime ma, con uno sguardo così sensibile e attento da far sembrare il suo film uno dei classici di Bergman. Proprio questa sensibilità e attenzione nel raccontare gli abissi di vite senza vita fà di questo film una grande prova, la migliore del Festival di Berlino.”


PERSONAL SHOPPER

Regia: Olivier Assayas
Interpreti: Kristen Stewart, Lars Eidinger, Sigrid Bouaziz, Nora Von Waldstatten, Anders Danielsen Lie, Ty Olwin, David Bowles, Aurélia Petit
Sceneggiatura: Olivier Assayas
Fotografia: Yorick Le Saux
Montaggio: Marion Monnier
Scenografia: François-Renaud Labarthe
Costumi: Jürgen Doering
Produzione: Arte France Cinéma, CG Cinéma, Detailfilm
Distribuzione: Academy Two
Origine: Francia - 2016
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 105 min.
 

 

 

Premio per la Miglior Regia al 69° Festival di Cannes.

 
Prezzo: Intero e Ridotto €5,50 - CinePass €5,00
 

Mercoledì 23 Agosto - ore 21.15

Occhiello

Assayas torna sul grande schermo con un film sperimentale, concettuale e carico di riflessioni sulla nostra società sempre più crossmediale.

 

La trama

Maureen è una ragazza americana che lavora a Parigi come "personal shopper", ovvero sceglie i vestiti giusti e con un budget stratosferico a disposizione per Kyra, una star molto esigente. Ma Maureen ha anche la particolare capacità di comunicare con gli spiriti, dono che condivideva con il fratello gemello Lewis, da poco scomparso. Mentre è in cerca di un contatto con l'aldilà per poter salutare definitivamente Lewis e riappacificarsi con la sua perdita, Maureen inizierà a ricevere ambigui messaggi inviati da un mittente sconosciuto. Entrerà così in contatto con una presenza spettrale, ma non è sicura che si tratti di Lewis.

 

La critica

“ Eccezionale incrocio tra cinema d'autore e ghost story, psicologia e metafisico, Europa (Assayas) e Hollywood (Stewart). Personal Shopper ci ha ricordato il capolavoro ibrido Elle per questo elegante, e profondamente colto, incontro di mondi e modi di fare cinema dove la sottrazione e la metafora europea sposa il gusto per lo show horror tipicamente americano (anche Kubrick fece due versioni di Shining dove i fantasmi erano più o meno letterali sullo schermo a seconda del pubblico Ue o Usa). L'ex critico Assayas cita e gioca con grande divertimento, ma non è mai stucchevole. La Stewart (mai così brava la star di Twilght) è piena di tic e si muove a scatti, ma non è mai meccanica. Il loro sodalizio autore-diva raggiunge, dopo Sils Maria, vette ancora più alte (...). Il film è fantastico. Soprattutto se non avete paura di un finale enigmatico e sfuggente. Come un fantasma."

Francesco Alò, 'Il Messaggero'

 

" Che cosa significhi, ancora oggi e nonostante tutto, la parola cinema d'autore, d'essai, 'arthouse' o quel che vi pare lo dice bene Personal Shopper di Olivier Assayas. Regista di culto ma non per pochi, autore e però democratico, sperimentatore indefesso ma senza campana di vetro, il francese classe 1955 ha fatto di Kristen Stewart la sua nuova musa. Soprattutto, ne ha fatto un'attrice, con la A maiuscola. (...) Il film (...) è tutto poggiato sulle sue spalle, sulla sua prima persona singolare o, al più, fantasmatica. (...) Non è un film scontato, Personal Shopper, e per questo ancor più prezioso, fragile e condivisibile. Da una boutique all'altra, dalla dimensione terrena a quella ultra, Maureen/Kristen conduce il cinema di Assayas verso l'ennesima trasformazione di stato, interrogativo ontologico (il cinema raddoppia la realtà o viceversa?), esplorazione per generi, registri e ascendenze ('ghost story', 'thriller', 'horror', 'Bildungsroman', Hitchcock). La sceneggiatura, esile e aporica, frulla Victor Hugo e la misconosciuta Hilma Af Klint, spiritismo e Millennial, Hegel e la società dello (post-)spettacolo, la fascinazione sa di perturbante e disturbante e Kristen Stewart è una Bella riscoperta: già, Olivier Assayas fa un cinema che si guarda e uno che ci riguarda. Possiamo perderci in entrambi per bravura e sapienza di realizzazione."


CUORI PURI

Regia: Roberto De Paolis
Interpreti: Selene Caramazza, Simone Liberati, Barbora Bobulova, Stefano Fresi, Edoardo Pesce, Antonella Attili, Federico Pacifici, Isabella Delle Monache
Soggetto: Luca Infascelli, Carlo Salsa, Roberto De Paolis
Sceneggiatura: Luca Infascelli, Carlo Salsa, Greta Scicchitano, Roberto De Paolis
Fotografia: Claudio Cofrancesco
Musiche: Emanuele De Raymondi
Montaggio: Paola Freddi
Scenografia: Rachele Meliadò
Produzione: Young Films con Rai Cinema
Distribuzione: Cinema (di V. De Paolis)
Origine: Italia - 2017
Genere: Drammatico
Durata: 114 min.
 
In Concorso al 70° Festival di Cannes, alla 49° Quinzaine Des Réalisateurs.
In Concorso ai Nastri d’ Argento come Miglior Regista esordiente e Miglior Attore/Attrice Non Protagonista.
 
Prezzo: Intero e Ridotto €5,50 - CinePass €5,00
 

Mercoledì 30 Agosto - ore 21.15

Occhiello

Un'opera prima intensa, schietta e carica di un realismo che si fa cinema ad ogni inquadratura.

 

La trama

Agnese e Stefano sono molto diversi. Lei, 18 anni, vive con una madre dura e devota, frequenta la chiesa e sta per compiere una promessa di castità fino al matrimonio. Lui, 25 anni, è un ragazzo dal passato difficile che lavora come custode in un parcheggio di un centro commerciale confinante con un grande campo rom. Dal loro incontro nasce un sentimento vero, fatto di momenti rubati e di reciproco aiuto. Il desiderio l'uno dell'altra cresce sempre di più, fino a quando Agnese, incerta se tradire i suoi ideali, si troverà a prendere una decisione estrema e inaspettata.

 

La critica

" In forma quasi documentaristica (eccellenti risultati di improvvisazione ed editing), con due interpreti già memorabili, è un'opera precisa e compatta che non perde un elemento per strada, anzi li porta tutti a un approfondito equilibrio unitario: l'alterità, la passione, la paura, il lavoro, la verginità, la libertà, il futuro. Il miglior esordio di questi anni."

Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno'

 

" De Paolis evidenzia con piglio realistico all'italiana quel tanto di cornice necessaria a caratterizzare il contesto socio/familiare dietro i due personaggi; mentre per pedinarli nel loro amore privilegia un fresco tocco naturalistico alla francese: e sullo schermo le due anime di cinema, proprio come i cuori puri del titolo, si fondono armonicamente."

Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa'

 

" La fede, il diritto di sbagliare, la ricerca e della propria identità, l'amore e il pregiudizio. Intorno a questi temi ruota la bella opera prima di Roberto De Paolis. (...) Girato nelle difficili periferie romane di Tor Sapienza, il film esplora dunque cuori umani e geografie urbane attraverso lo sguardo pulito dei suoi protagonisti, interpretati da Selene Caramazza e Simone Liberati, due presenze forti ai quali si affiancano Barbora Bobulova, che regala inquietudine, tensione e disagio a una madre dalla religiosità opprimente, e Stefano Fresi, che offre umanità e compassione a un sacerdote, ministro di una Chiesa aperta e contemporanea."

Alessandra De Luca, 'Avvenire'